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mercoledì 8 settembre 2010

Lo zainetto di Prada, a volte tornano.

E ce lo sapevo, ero pronta a scommettere una mano, ma che dico una mano un avambraccio, un rene ed il fegato!
Per la legge dei corsi e ricorsi storici, tutto torna e quindi era ovvio che si ricicciasse fuori lo zainetto!
Per l'esattezza il mitico zainetto in tela da vela e rifiniture in pelle di PRADA.

Il sacchetto della spazzatura più costoso e desiderato degli anni '90.
Non c'era persona che lavorasse nella moda (e non solo) che non ne possedeva uno, una specie di lascia passare per gli stand del MODA IN, un pezzo imprescindibile per affermare la proprio identità di fashion addict da posizionare in maniera strategica per fare capire che era un originale e non una miserevole copia tarocca.
Nei lunghi corridoi del prato Expo anime in nero mulinavano con aria sicura mentre noi ragazzini alle prime armi li spiavamo dall'alto dei nostri Doc Martin colorati cercando di apprendere la sottile arte dell'apparire a discapito dell'essere.
Ed ecco oggi dal cassetto delle memorie uscire fuori prontamente i vessilli del passato, il gilè, il montone ed il mitico zainetto Prada, il più amato e popolare cimelio, il pezzo che ha sancito la notorietà di massa a questa griffe, che ha permesso a molti di avere una borsa griffata a costi tutto sommato abbordabili perché in tessuto tecnico e non in pelle.
Ed io continuerò a non possederlo perché oggi come allora rimane il simbolo di una divisa che mi va troppo stretta e di cui non riesco proprio a liberarmi!


Vedere cose che hai indossato in passato di nuovo di moda ti rende vintage.
Vedere cose che hai disegnato in passato di nuovo di moda ti rende decisamente vecchia.

lunedì 6 settembre 2010

In punta di rossetto - riflessioni sui cervelli in fuga

Ok lo ammetto, tra le varie fissazioni ho anche quella di mantenere in perfette condizioni la punta del rossetto.
Odio quei bastoncini rosati a cui viene appiattita la punta, come può un moncherino rosati  essere applicato correttamente?
Sfogliando le riviste alla ricerca di continue conferme sulle le nuove tendenze d'inverno, antica mania di tempi che furono, mi sono imbattuta in una pubblicità che mi ha posto un dubbio, ma come si fa a mantenere la punta di questi rossetti così "gattosi"? (paul-joe)
Questa domanda, che mi ha folgorato in un pigro pomeriggio d'agosto, mentre stesa sotto al sole cocente di Cap d'Antibes valutavo se fare un bagno nell'acqua turchina della baia o continuare l'inutile lettura di Marie Claire mi ha fatto capire che la fuga di cervelli all'estero non mi toccato, il mio è rimasto saldamente in Italia!!

venerdì 20 agosto 2010

2/10 cose per cui amo la Francia e i francesi - Mules e Frites

Casualmente il secondo punto riguarda sempre il cibo, poi mi chiedo perchè sono così tonda?
Alla Francia si associano grandi vini, formaggi e piatti originali ma non si parla mai di un binomio semplice e squisito: mules e frites!

Ho scoperto questo diabolico duo un paio di anni fà in Bretagna, lungo la costa si trovano spesso chioschetti che offrono cozze appena pescate accompagnate da calde e croccanti patatine fritte!
Un'accoppiata semplice ma deliziosa che ci ha gratificato più delle pregevoli ma mollicce ostriche.
Pensavo che fosse prerogativa della costa atlantica ma mi sbagliavo, anche il midì ha i suoi bei chioschi.

Una sera a Martigues, località decisamente gradevole e meritevole di visita, i miei occhietti miopi sono stati attratti da lucine in lontananza, mio marito ha capito subito che le lucine meritavano una visione più approfondita e così siamo approdati al paradiso delle sardine e delle cozze.
Fortunelli siamo capitati nel mezzo del festival delle sardine che si svolge nel mese di agosto, sardine alla piastra, poltette di sardine, sardine condite e trionfi di cozze e patatine fritte e il fegato ringrazia!
Per ripulire la coscenza poi abbiamo fatto una lunga passeggiata attorno al centro storico, salendo e scendendo per i ponticelli illuminati, i vicoli stretti e i moli pieni di barche, barchette e barconi.



mercoledì 18 agosto 2010

1/10 cose per cui amo la Francia e i francesi - la Baguette

Sarà perché la lingua non mi è ostile, perché la natura è bella, perché si mangia bene, perché sono vicini di casa ma negli ultimi anni mi sono recata spesso dai cugini d'oltralpe.
Uno dei motivi per amare la Francia? la Baguette!
Non solo per il suo sapore o per la consistenza leggera e croccante o ancora per l'odore fragrante ma per lo spettacolo che offre di se nel momento in cui passa dalle mani dei sapienti fornai a quello degli ansiosi clienti che lo portano nei modi più incredibili a casa!

Nei casi fortunati la lunga baguette avvolta da un minuscolo fazzolettino di carta oleata (15x15 cm scarsi) viene messa sotto braccio e portata svolazzante alla mercé di batteri e polvere fino a casa.
Il più delle volte però viene liberata in comodi cestini di paglia che i francesi usano per fare la spesa, in cui vengono posizionati in ordine sparso: patate bio appena raccolte, sapone fatto in casa sfuso, fiori freschi e sandali appena risuolati e molto altro ancora!
Tra leggende metropolitane e visioni personali pensavo di avere visto tutto sulla sorte delle mie beniamine ma mi sbagliavo!
Durante una lunga coda fatta sulla penisola di Gens una macchina si ferma al volo davanti alla nostra, ne esce una giovane donna che con piglio deciso apre il bagagliaio ne estrae uno zainetto lurido da cui appaiono svettanti 2 lunghe dorate baguette, alla ricerca del portamonete le tira fuori, le spezza a metà e le butta sciolte nel bagagliaio insieme al materassino sgonfio, le spiaggine e le scarpette da scoglio quindi recuperato finalmente il portamonete sbattendo il portellone corre veloce ad acquistare il companatico per le belle dorate creazioni di boulangerie!
Ma del resto un popolo che ha bandito il bidet sicuramente è al corrente di "segreti igenici" che noi umani non possiamo sapere!
E dire che ho visto una marea di finte bionde italiane con cagnetta sotto braccio che si ostinavano ad igenizzarsi le mani prima di agguantare felici il pane nell'esotico bistrò in piazza!


Per la cronaca io adoro le baguettes con le pepite di cioccolato di Paul!

sabato 14 agosto 2010

Preparativi 3 - partire è un pò morire?

Cosa intendi brutto menagramo?
Questo proverbio non l'ho mai capito.
Però a dirla tutta forse c'è un fondamento di verità in tutto ciò, ci sono ottime probabilità che al mio ritorno le mie rigogliose piante saranno mosce e morticce.
Sarà questa l'interpretazione giusta del proverbio?
Forse no ma per le mie piante è una mezza verità!
Questo post è un "monito" indirizzato a chi si dovrebbe occupare di annaffiare con amore la mie piante, a buon intenditor poche parole.


Nota: Brontolo di guardia riferisce "fratello ricorda che NON DEVE MORIRE"

giovedì 12 agosto 2010

Preparativi 2 - pausa caffè

Ogni cosa ha un prezzo ma il tempo libero non ha prezzo e per il resto c'è Master card ... prima che me la tagliano!
Sono di preparativi vacanze e stavolta ho deciso di fare la persona organizzata ed efficiente, del resto il tempo non mi manca.
Si và in Francia e stavolta ho deciso, anche se saranno pochi giorni, niente caffè schifosetti, luride brodaglie caldicce e insipide, mi porto la MOKA da casa!!! (elettrica ovviamente).
Vorrei essere una viaggiatrice seria, una che si adatta agli usi e costumi dei paesi ospitanti ma alla fine la mia viziatissima indole italiana mi fà soffrire la mancanza di caffeina.
Per anni ho resistito alla tentazione di prendere il caffè all'estero, consolandomi spesso con degli ottimi ma ogni tanto fuori luogo cappuccini ma stavolta ho deciso che non rinuncio a questo piccolo condensato di piacere.
Non sono una teorica del caffè ma una discreta amante, svezzata dalla cuccuma di nonno e coccolata con il caffè napoletano con la cremetta almeno 2/3 giorni a settimana sorseggiato alle pendici del Vesuvio.
Detto fatto, ho saccheggiato la dispensa della mamma e ho tirato fuori il magnifico attrezzino, la mokina bialetti da viaggio! 
La macchinetta delle meraviglie da cui si sprigiona un simpatico aroma che sa di casa in terra straniera.
Per anni i miei genitori mi hanno svegliata con il piacevole profumino di caffè che passava sotto la porta della loro camera d'albergo e si insinuava nel corridoio, ora è arrivato il momento di perpetuare la tradizione!
è il momento che sia io a portare in giro per il mondo il vessillo di famiglia!
Del resto questa macchinetta l'ho rodata io, me la sono portata, nuova nuova, un mese in giro in Australia (sono recidiva, lo ammetto) e quando finalmente era arrivata a fare un caffè degno di questo nome sono tornata è l'ho restituita alle amorevoli cure di mamma.
E arrivato il momento di restituire il favore, mamma molla la Mokaaaaaaaaaa che al caffè ci penso io!

martedì 10 agosto 2010

Preparativi 1 - itinerario

Studiare un initerario gradevole ed interessante a priori e con pochi ricordi confusi non è facile ma magari leggendo qua e la sul web alla fine ce la posso fare pure io.