E ce lo sapevo, ero pronta a scommettere una mano, ma che dico una mano un avambraccio, un rene ed il fegato!
Per la legge dei corsi e ricorsi storici, tutto torna e quindi era ovvio che si ricicciasse fuori lo zainetto!
Per l'esattezza il mitico zainetto in tela da vela e rifiniture in pelle di PRADA.
Il sacchetto della spazzatura più costoso e desiderato degli anni '90.
Non c'era persona che lavorasse nella moda (e non solo) che non ne possedeva uno, una specie di lascia passare per gli stand del MODA IN, un pezzo imprescindibile per affermare la proprio identità di fashion addict da posizionare in maniera strategica per fare capire che era un originale e non una miserevole copia tarocca.
Nei lunghi corridoi del prato Expo anime in nero mulinavano con aria sicura mentre noi ragazzini alle prime armi li spiavamo dall'alto dei nostri Doc Martin colorati cercando di apprendere la sottile arte dell'apparire a discapito dell'essere.
Ed ecco oggi dal cassetto delle memorie uscire fuori prontamente i vessilli del passato, il gilè, il montone ed il mitico zainetto Prada, il più amato e popolare cimelio, il pezzo che ha sancito la notorietà di massa a questa griffe, che ha permesso a molti di avere una borsa griffata a costi tutto sommato abbordabili perché in tessuto tecnico e non in pelle.
Ed io continuerò a non possederlo perché oggi come allora rimane il simbolo di una divisa che mi va troppo stretta e di cui non riesco proprio a liberarmi!
Vedere cose che hai indossato in passato di nuovo di moda ti rende vintage.
Vedere cose che hai disegnato in passato di nuovo di moda ti rende decisamente vecchia.

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